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martedì 31 luglio 2012
sabato 17 marzo 2012
Davide faraone sulla sinistra palermitana
"Sembra un bicchiere di champagne fermo da 5 giorni." Attlee si riferiva alla camera dei lord, a me sembra il centro sinistra palermitano.
— Davide Faraone (@davidefaraone) Marzo 17, 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Scandalo voto di scambio alle primarie di palermo
Inoltre c'è il primo video di striscia la notizia del 05 marzo 2012 e il video del 06 marzo 2012 con la risposta di Davide Faraone che buttano ombra a queste primarie
Inoltre due persone indagate per essere state allo zen con delle schede elettorali a procacciare voti per ferrandelli, e Rita Borsellino che aspetta notizie sulla regolarità delle votazioni ...
Ma non parla dei 40 mila euro che il partito di roma ha dato per la campagna elettorale delle primarie
venerdì 2 marzo 2012
Palermo a 2 giorni delle primarie per la corsa a sindaco
Qui a fianco troverete un riquadro di twitter dove vedere i twett dei candidati di palermo
“Il candidato della società civile? Ovviamente sono io, gli altri sono imposti dalle segreterie di partito”. A due giorni dalle primarie del centrosinistra a Palermo è questo il leit motiv. Dopo due rinvii, qualche contrasto e parecchie polemiche, le consultazioni preliminari del capoluogo siciliano si sono guadagnate sul campo l’appellativo di “primarie al veleno”. E visto che il Pd appoggia ben tre candidati, le possibilità per il partito di Pier Luigi Bersani di rivivere la delusione e il fallimento di Genova non sono campate in aria. A Palermo sono quattro i pretendenti ai blocchi di partenza, tutti convinti di essere esclusiva espressione dell’onda arancione di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris.
Candidata di sicura espressione della società civile è Antonella Monastra, ginecologa sostenuta da alcuni movimenti cittadini, che per la sua campagna elettorale ha deciso di pubblicare on line il bilancio di spese e donazioni. “In periodi del genere il massimo tetto di spesa per questo grado di campagna elettorale non può superare i 10mila euro”. Del titolo di “sindaco arancione” si fregia Davide Faraone, trentacinquenne consigliere regionale del Pd, supportato dal rottamatore Matteo Renzi e dallo spin doctor Giorgio Gori, che per sostenerlo sono venuti più volte a Palermo. Tra un giro in bici per le vie della città e una partitella a calcetto con il sindaco di Firenze, Faraone ha basato la sua campagna elettorale su semplicità e chiarezza. Fino a dire agli elettori che “tutto non si può fare e bisogna essere onesti con i cittadini”. Dai suoi manifesti garantisce un immediato stop al traffico, lavoro semplice e strade pulite.
Vicinanza alla società civile è naturalmente riconosciuta anche a Rita Borsellino, protagonista della battaglia (persa per un soffio) contro Totò Cuffaro nel 2006, e ora proposta alle primarie proprio da Bersani. Ad accompagnarla in lunghe passeggiate elettorali (a piedi o in autobus) c’è Leoluca Orlando, che per sostenerla ha sbattuto fuori dall’Idv il quarto candidato alle primarie, il trentenne Fabrizio Ferrandelli. Il giovane consigliere comunale non ha comunque ritirato la sua candidatura: “A chiedermelo – sostiene – è stata la società civile, da cui provengo a differenza degli altri”. Dopo la cacciata dall’Idv, Ferrandelli ha incassato un appoggio trasversale che va dagli eurodeputati Sonia Alfano e Rosario Crocetta, e arriva fino ai dirigenti regionali del Pd Giuseppe Lumia, Antonello Cracolici e Totò Cardinale, registi della discussa alleanza con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo all’Ars. Un appoggio ingombrante quello su cui può contare Ferrandelli che infatti ha subito suscitato le stilettate degli altri candidati. Il rottamatore Faraone non ha perso un attimo per andare all’attacco: “Cracolici e Lumia usano Ferrandelli per prevalere su Bersani, Di Pietro e Vendola. In combutta con il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, appoggiano Ferrandelli, facendosi un baffo delle indicazioni del segretario nazionale del partito in cui militano. Ferrandelli è un candidato paracadutato da Palazzo d’Orleans (la sede della presidenza regionale)”. L’ex consigliere comunale di Idv ha immediatamente risposto per le rime: “Faraone appoggia Lombardo all’Ars insieme al Pd, tra i candidati alle primarie io sono l’unico a non conoscere Lombardo”.
Se da una parte i giovani Faraone e Ferrandelli non perdono occasione per farsi i dispetti a vicenda, riescono però a marciare compatti quando c’è da attaccare Rita Borsellino. ”Ho le prove che il Pd ha pagato i manifesti della Borsellino- ha detto Faraone inaugurando le primarie al veleno – Bersani ha smesso di fare il segretario ed è sceso in campo a sostenere un candidato, sia economicamente che politicamente. È inaccettabile, Io non gli ho chiesto né un euro, né di sostenermi, anche perché ogni volta che sostiene qualcuno il suo candidato perde le primarie. Il Pd siciliano fa ancora più schifo di quello che fa nel resto del paese”.
Stima per la sorella del giudice assassinato era stata espressa invece da Ferrandelli che però ha subito ammesso di avere dei dubbi sulla sua resistenza fisica: “Palermo non può avere un sindaco come la Borsellino, qui il lavoro da fare sarà durissimo, troppo per una persona di 67 anni”. Dal canto suo la Borsellino ha abbozzato un sorriso pacifico rifiutando di replicare alle accuse: “Non mi piace la rissa e non dovrebbe fare parte di una manifestazione democratica come dovrebbero essere le primarie. Per quanto riguarda l’età dico solo che sono coetanea di Pisapia”. Nel frattempo a soffiare sul fuoco delle polemiche ha contribuito anche Antonio Di Pietro, vittima di uno scherzo ideato da una trasmissione radiofonica. “Adesso dobbiamo vedere che succede domenica a Palermo – si è lasciato sfuggire il leader di Idv pensando di parlare al telefono con Nichi Vendola – Non vorrei che paradossalmente quello che è uscito da me va a vincere e noi che abbiamo sostenuto la Borsellino…”. Quello “uscito da lui” è Fabrizio Ferrandelli che, facendo i dovuti scongiuri, ha risposto piccato al suo ex leader : “Di Pietro mi conosce benissimo, il suo modo di parlare fa capire benissimo quasi sono le condizioni di libertà nel mio ex partito. A questo punto spero che le sue parole mi siano di buon auspicio”.
E mentre Faraone annuncia di non voler più partecipare a incontri con gli altri candidati delle primarie “perché sono solo controfigure”, a Palermo c’è già chi ipotizza come i veleni possano continuare anche dopo il voto del 4 marzo: qualcuno tra gli sconfitti infatti potrebbe comunque candidarsi sindaco. Un’ipotesi che decreterebbe il fallimento definitivo delle primarie a Palermo. Ma che già da ora potrebbe avere una motivazione facilmente prevedibile: a chiedere la candidatura forzata dello sconfitto sarebbe ovviamente la società civile. Resta solo da capire quante società civili esistano a Palermo.
“Il candidato della società civile? Ovviamente sono io, gli altri sono imposti dalle segreterie di partito”. A due giorni dalle primarie del centrosinistra a Palermo è questo il leit motiv. Dopo due rinvii, qualche contrasto e parecchie polemiche, le consultazioni preliminari del capoluogo siciliano si sono guadagnate sul campo l’appellativo di “primarie al veleno”. E visto che il Pd appoggia ben tre candidati, le possibilità per il partito di Pier Luigi Bersani di rivivere la delusione e il fallimento di Genova non sono campate in aria. A Palermo sono quattro i pretendenti ai blocchi di partenza, tutti convinti di essere esclusiva espressione dell’onda arancione di Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris.
Candidata di sicura espressione della società civile è Antonella Monastra, ginecologa sostenuta da alcuni movimenti cittadini, che per la sua campagna elettorale ha deciso di pubblicare on line il bilancio di spese e donazioni. “In periodi del genere il massimo tetto di spesa per questo grado di campagna elettorale non può superare i 10mila euro”. Del titolo di “sindaco arancione” si fregia Davide Faraone, trentacinquenne consigliere regionale del Pd, supportato dal rottamatore Matteo Renzi e dallo spin doctor Giorgio Gori, che per sostenerlo sono venuti più volte a Palermo. Tra un giro in bici per le vie della città e una partitella a calcetto con il sindaco di Firenze, Faraone ha basato la sua campagna elettorale su semplicità e chiarezza. Fino a dire agli elettori che “tutto non si può fare e bisogna essere onesti con i cittadini”. Dai suoi manifesti garantisce un immediato stop al traffico, lavoro semplice e strade pulite.
Vicinanza alla società civile è naturalmente riconosciuta anche a Rita Borsellino, protagonista della battaglia (persa per un soffio) contro Totò Cuffaro nel 2006, e ora proposta alle primarie proprio da Bersani. Ad accompagnarla in lunghe passeggiate elettorali (a piedi o in autobus) c’è Leoluca Orlando, che per sostenerla ha sbattuto fuori dall’Idv il quarto candidato alle primarie, il trentenne Fabrizio Ferrandelli. Il giovane consigliere comunale non ha comunque ritirato la sua candidatura: “A chiedermelo – sostiene – è stata la società civile, da cui provengo a differenza degli altri”. Dopo la cacciata dall’Idv, Ferrandelli ha incassato un appoggio trasversale che va dagli eurodeputati Sonia Alfano e Rosario Crocetta, e arriva fino ai dirigenti regionali del Pd Giuseppe Lumia, Antonello Cracolici e Totò Cardinale, registi della discussa alleanza con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo all’Ars. Un appoggio ingombrante quello su cui può contare Ferrandelli che infatti ha subito suscitato le stilettate degli altri candidati. Il rottamatore Faraone non ha perso un attimo per andare all’attacco: “Cracolici e Lumia usano Ferrandelli per prevalere su Bersani, Di Pietro e Vendola. In combutta con il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, appoggiano Ferrandelli, facendosi un baffo delle indicazioni del segretario nazionale del partito in cui militano. Ferrandelli è un candidato paracadutato da Palazzo d’Orleans (la sede della presidenza regionale)”. L’ex consigliere comunale di Idv ha immediatamente risposto per le rime: “Faraone appoggia Lombardo all’Ars insieme al Pd, tra i candidati alle primarie io sono l’unico a non conoscere Lombardo”.
Se da una parte i giovani Faraone e Ferrandelli non perdono occasione per farsi i dispetti a vicenda, riescono però a marciare compatti quando c’è da attaccare Rita Borsellino. ”Ho le prove che il Pd ha pagato i manifesti della Borsellino- ha detto Faraone inaugurando le primarie al veleno – Bersani ha smesso di fare il segretario ed è sceso in campo a sostenere un candidato, sia economicamente che politicamente. È inaccettabile, Io non gli ho chiesto né un euro, né di sostenermi, anche perché ogni volta che sostiene qualcuno il suo candidato perde le primarie. Il Pd siciliano fa ancora più schifo di quello che fa nel resto del paese”.
Stima per la sorella del giudice assassinato era stata espressa invece da Ferrandelli che però ha subito ammesso di avere dei dubbi sulla sua resistenza fisica: “Palermo non può avere un sindaco come la Borsellino, qui il lavoro da fare sarà durissimo, troppo per una persona di 67 anni”. Dal canto suo la Borsellino ha abbozzato un sorriso pacifico rifiutando di replicare alle accuse: “Non mi piace la rissa e non dovrebbe fare parte di una manifestazione democratica come dovrebbero essere le primarie. Per quanto riguarda l’età dico solo che sono coetanea di Pisapia”. Nel frattempo a soffiare sul fuoco delle polemiche ha contribuito anche Antonio Di Pietro, vittima di uno scherzo ideato da una trasmissione radiofonica. “Adesso dobbiamo vedere che succede domenica a Palermo – si è lasciato sfuggire il leader di Idv pensando di parlare al telefono con Nichi Vendola – Non vorrei che paradossalmente quello che è uscito da me va a vincere e noi che abbiamo sostenuto la Borsellino…”. Quello “uscito da lui” è Fabrizio Ferrandelli che, facendo i dovuti scongiuri, ha risposto piccato al suo ex leader : “Di Pietro mi conosce benissimo, il suo modo di parlare fa capire benissimo quasi sono le condizioni di libertà nel mio ex partito. A questo punto spero che le sue parole mi siano di buon auspicio”.
E mentre Faraone annuncia di non voler più partecipare a incontri con gli altri candidati delle primarie “perché sono solo controfigure”, a Palermo c’è già chi ipotizza come i veleni possano continuare anche dopo il voto del 4 marzo: qualcuno tra gli sconfitti infatti potrebbe comunque candidarsi sindaco. Un’ipotesi che decreterebbe il fallimento definitivo delle primarie a Palermo. Ma che già da ora potrebbe avere una motivazione facilmente prevedibile: a chiedere la candidatura forzata dello sconfitto sarebbe ovviamente la società civile. Resta solo da capire quante società civili esistano a Palermo.
giovedì 16 febbraio 2012
Scandalo al pd per le primarie a palermo
E’ scandaloso ed è scorretto che alle Primarie di Palermo il Pd nazionale, il mio partito, finanzi la campagna elettorale di Rita Borsellino. Oggi, partecipando a un'assemblea di cittadini in cui ho presentato la convention di sabato a Palermo con Matteo Renzi, ho dichiarato che capisco che Bersani, dopo la debacle di Genova, si gioca tutto a Palermo, così come si gioca tutto il segretario regionale Giuseppe Lupo e il capogruppo all'Ars Cracolici; capisco anche che l’establishment romano non finanzierebbe mai uno come me ritenuto 'inaffidabile' rispetto alle logiche di partito. Ma lo invito a non ‘drogare‘ le primarie e a dare a tutti la possibilità di concorrere alla pari. Insomma, si preoccupi di più di Palermo e meno delle questioni interne del Pd. Gli chiedo quindi di fare l’arbitro e far decidere ai cittadini chi potrà meglio, con i programmi che propone, governare e cambiare Palermo.
Queste le parole di ieri del candidato a sindaco per le primarie del pd di Davide Faraone
Queste le parole di ieri del candidato a sindaco per le primarie del pd di Davide Faraone
Un'ora fa davide faraone twitta questo messaggio , dicendo di essere in conferenza stampa dicendo cose forti e sobrie come si addice al suo partito pd...
Davide Faraone, nella conferenza stampa, che è in corso nella sua sede elettorale, riconferma le accuse che ieri aveva lanciato al Pd e alla candidata Rita Borsellino che, stando alle dichiarazioni del deputato regionale e candidato alle primarie del 4 marzo, avrebbe ricevuto fondi per la campagna elettorale in corso.
Una circostanza smentita dal tesoriere nazionale del Pd, Antonio Misiani che ieri aveva dichiarato di non avere alcuna notizia in tal senso. Faraone, quindi, esplicita: “Ho notizia – dice – di un finanziamento complessivo di 40 mila euro transitato sui conti di diverse società di Palermo”. A riprova delle sue dichiarazioni, Faraone cita una mail inviata da una impiegata amministrativa del Pd dove si chiederebbe il preventivo di spesa per la campagna elettorale al comitato della Borsellino per le successive operazioni.
Faraone, dunque, chiede le dimissioni immediate del tesoriere del Pd e nei confronti del segretario Bersani rinnova il suo j’accuse: “Ha falsato il libero svolgimento delle primarie di Palermo”.
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